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Da Giuseppe Galluccio (titolare del blog Altrestorie), a seguito di un confronto via mail che ha coinvolto diversi membri del Network Progressista a cui avevo dato (forse troppo frettolosamente) la mia adesione, ricevo la seguente mail:
Non ho letto Faurisson perchè non mi interessa leggere le tesi revisioniste, cosi non leggo Pansa, non leggo Vespa e manco topolino. Mi disturbano.
Non si ha il tempo di leggere tutto soprattutto quando si tratta di schifezze o vaneggiamenti fanatici ( perchè aldilà del contenuto sono monotematici, quaindi maniacali!!). Dopo avere letto dove vanno a parare non ha alcun interesse a perdere tempo. Prima di acquistare o leggere un libro, soprattutto un saggio guardo almeno di cosa parla. Il sesso degli angeli, il capello in 32, o magari approfondire la teoria del destino manifesto non mi attirano. Perchè anche se avessero ragione i negazionisti, non sposta di un grammo l'essenza di quello che fu il nazismo. Ed i se ed i ma sono pericolosi, servono non alla verità storica ma ai fascisti. [...] Perchè dopo aver visto sul tuo sito l'accozzaglia di link, dove sponsorizzi un sito sionista come (http://www.mentecritica.net/) ed un sito neonazi come quello della thule toscana credo che più che altro tu abbia bisogno di diradare un pò di confusione.
Sono due siti fascisti..e come si faccia a sponsorizzare la thule e dirsi comunisti, o sponsorizzare un sito sionista e sparare contro gli ebrei mi piacerebbe capirlo.
Trovo inoltre sgradevole che rilanci una lista di proscrizione, esattamente come troverei sgradevole che qualcuno inserisse il mio nome nella lista di quelli che sponsorizzano il boicottaggio di easy london o inserissero il tuo nella lista di quelli che si dichiarano ancora comunisti. Rivendichi una libertà di espressione e di pensiero che non concedi ad altri.
Cosa significa quella lista? Hanno espresso un parere su una cosa che a TE ( a noi non piace). Li vuoi ammazzare per questo? Li esponi a possibili ritosrsioni, violi la loro risrevatezza. E se io inserissi il tuo nome in una lista di quelli che stanno sponsorizzando il neonazismo..esponendoti magari a denunce a fastidi...ti farebbe piacere ? Cosa penseresti? Coerenza Gianluca, coerenza.
Galluccio: hai il diritto di evitare di leggere ciò che ti disturba, però a questo punto è inutile proseguire la discussione con uno che condanna e definisce “schifezze” e “vaneggiamenti fanatici” ciò di cui non sa assolutamente nulla. Non temere, sei in ottima compagnia. Quasi tutti coloro che condannano il revisionismo, infatti, lo fanno da cani di Pavlov: per istinto mediaticamente indotto, senza avere la più pallida idea di ciò che stanno dicendo. A casa mia, sia detto per inciso, il fanatismo nasce proprio da atteggiamenti del genere, dal parlare in modo preconcetto di cose di cui non si sa assolutamente niente. E’ questo che “disturba” me, mi disturba un sacco, per quel che conta. Inutile chiederti, non avendoli letti, come tu faccia a sapere “dove vanno a parare” i revisionisti. Immagino te l’abbiano già detto Repubblica e il Corriere della Sera.
Allo stesso modo, è sempre Repubblica che ti ha parlato della “lista di proscrizione” e tu ci hai creduto senza nemmeno prenderti la briga di controllare, perché, si sa, se lo dice Repubblica dev’essere vero per forza. Inutile verificare, no? Immagino sia anche questa una cosa che “non ti interessa”. Siccome a me, invece, interessa, e molto, mi sono preso la briga di verificare anche per conto tuo. Faccio dunque presente quanto segue:
1) Il blog di cui stiamo parlando (quello che avrebbe pubblicato, secondo gli scribacchini di Repubblica, la fantomatica “lista di proscrizione) è stato oscurato dai gestori della piattaforma “il cannocchiale” dopo le accuse infamanti di cui è stato fatto oggetto. Lo si può comunque ancora visionare a questa pagina cache. ATTENZIONE: la pagina contiene immagini impressionanti, relative ai massacri perpetrati dall’esercito israeliano in Palestina. Merita però una visita, almeno da parte di coloro che amano parlare delle cose con cognizione di causa. Gli altri, quelli che amano parlare per partito preso, si astengano pure.
2) Le operazioni di indottrinamento mediatico, come quello portato avanti da Repubblica in questo caso, hanno diversi scopi. Tra essi è prevalente quello di generare negli utenti un modo di pensare che stravolga la logica e il senso comune. Il metodo usato è quello orwelliano: etichettare un fenomeno con un termine che lo trasformi, nel pensiero comune, nel suo esatto contrario. Ad esempio, le liste di proscrizione, da che mondo è mondo, vengono stilate dal potere nei confronti dei cittadini comuni. Qui si cerca di dare a bere che siano i cittadini comuni a stilare le “liste di proscrizione” nei confronti di certe manifestazioni del potere (nel nostro caso, la lobby dei professori universitari filoisraeliani).
3) In realtà le cose vanno come sempre sono andate. Non sono i blogger che possono trasformare in proscritti i baroni universitari, ma il contrario. Infatti è stato il blog ad essere oscurato, non i baroni universitari presenti nella lista, che sono ancora tutti comodamente al loro posto. Per inciso, il sito sionista “Informazione Corretta” (altro esempio di terminologia orwelliana) stila da tempo liste su liste di personalità “sgradite” agli ambienti ebraici, senza che nessuno abbia nulla da dire.
Lo Steven Roth Institute di Tel Aviv è un ente con lo scopo preciso di catalogare e denunciare, paese per paese, le manifestazioni di “antisemitismo” che accadono nel mondo. Cito dal sito Luogocomune.net:
“Ha pubblicato dozzine di liste, una per ogni nazione in cui essi ritengono che esista anche solo un potenziale focolaio di “antisemitismo”. Nella pagina che riguarda l’Italia troviamo elencati, ad esempio, il “Partito dei Comunisti Italiani”, il “Partito della Rifondazione Comunista” e la “Federazione dei Verdi”, che sono fra l’altro definiti degli “anti-parliamentary parties”, ovvero dei partiti in qualche modo “contro il Parlamento” [?]. Sono poi elencati, con nome e cognome, gli esponenti più in vista delle varie associazioni islamiche, come ad esempio Roberto Hamza Piccardo, oppure il chirurgo siriano Mohammad Nur Dachan, divenuto cittadino italiano. Ci sono scrittori come Dagoberto Bellucci, Claudio Mutti o Maurizio Blondet, siti Internet come 11settembre.net, Disinformazione o ComeDonChisciotte, e quotidiani come il Manifesto o lo stesso Corriere della Sera”.
Prima o poi l’onore verrà accordato anche a me. Anche in questo caso nessuno ha gridato allo scandalo, né si è affrettato a prendere provvedimenti.
Gli storici revisionisti, caduti nelle liste di proscrizione (senza virgolette) delle lobby ebraiche sono stati picchiati, processati, condannati al carcere, esiliati, cacciati dalle loro cattedre universitarie, infamati dalla stampa, privati della pensione, hanno subito il sequestro dei loro beni, la chiusura dei loro siti, il rogo delle loro pubblicazioni. Ma in questi casi nessuno ha parlato di “liste di proscrizione”. Perché si sa, sono i comuni cittadini (soprattutto se revisionisti e/o titolari di blog) che compilano le proscrizioni contro il potere, mica il contrario. Di più: le liste di proscrizione sono tali solo se contengono nomi di personalità ebraiche.
4) Nel caso del blog additato da “Repubblica” al pubblico ludibrio, siamo di fronte ad una menzogna di una spudorataggine senza confini. Infatti, non solo la lista incriminata non è (per definizione) una “lista di proscrizione”, ma non è nemmeno una lista compilata dal titolare del blog. E’ stata compilata, invece, proprio dai baroni universitari filoisraeliani che ora frignano, accusano e si atteggiano a vittime. La lista pubblicata dal blog potete trovarla a questo indirizzo.
Ora andate a quest’altro indirizzo: http://www.nostreradici.it/riprendiamo-appello.htm
Qui troverete la lista, pubblicata il 14 maggio 2005 dal Corriere della Sera, degli accademici italiani che avevano firmato una petizione per bloccare il boicottaggio delle università inglesi contro Israele. Come vedete, le due liste sono identiche. L’autore del blog non ha fatto che copia-incollare sul suo sito una lista che era pubblica, arcinota, pubblicata dai quotidiani nazionali e sottoscritta dagli stessi docenti che sarebbero stati oggetto della fantomatica “proscrizione”. In sostanza: Repubblica non ha fatto altro che montare un caso inesistente e spudoratamente falso, per assecondare interessi la cui natura non dovrebbe essere troppo difficile da immaginare. Perché lo ha fatto?
5) Se andate alla pagina cache che ho indicato poco fa, noterete che il blog oscurato dedicava la stragrande maggioranza del suo spazio non certo alle “liste di proscrizione” di cui si riempiono la bocca i giornalisti di Repubblica e i loro decerebrati lettori; bensì ai crimini dello Stato di Israele contro i palestinesi, alle censure e alle persecuzioni perpetrate dalle lobby ebraiche contro scrittori sgraditi al sionismo. Perfino scrittori ebrei, come Norman Finkelstein, che è stato privato della sua cattedra alla De Paul University di Chicago per aver osato pubblicare il libro “L’industria dell’Olocausto” (questa non è “proscrizione”, Galluccio?); o come Ariel Toaff, figlio del rabbino capo di Roma e autore del libro “Pasque di Sangue”, costretto a ritirare il suo libro dal commercio e a ripubblicarlo “edulcorato” per non subire la stessa sorte di Finkelstein e di mille altri autori che hanno osato sfidare le lobby (ripeto: questa non è “proscrizione”, Galluccio?). Il blog, per concludere, è stato probabilmente oscurato perché dava fastidio alle lobby sioniste a causa dei suoi contenuti di denuncia, non certo per l’improbabile “lista di proscrizione”, che non esisteva e alla quale solo uno sciocco può credere.
Galluccio, sei proprio sicuro di voler continuare a parlare di certi argomenti senza minimamente interessartene né approfondirli? Come credi che dovremmo definire un atteggiamento di questo tipo da parte di un blogger che pretende di fare informazione?
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