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DI COSA HANNO PAURA PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Freda   
Lunedì 25 Luglio 2011 00:44

norway

 

“Molti europei guardano agli anni ’50 come ad un periodo felice. Le nostre case erano sicure, tanto che molte persone non si curavano nemmeno di chiudere la porta a chiave. Le scuole pubbliche erano in genere eccellenti e i loro unici problemi consistevano in cose come il chiacchiericcio in classe e le corse nei corridoi. Gli uomini trattavano le donne come signore e molte donne dedicavano il proprio tempo e i propri sforzi ad abbellire le case, allevare i bambini e aiutare le proprie comunità tramite il volontariato. I bambini crescevano in ambienti familiari con due genitori e la mamma andava incontro al bambino quando tornava da scuola. Gli spettacoli erano qualcosa che tutta la famiglia poteva godersi.


Che cosa è accaduto?


Se un uomo degli anni ’50 venisse improvvisamente proiettato nell’Europa Occidentale degli anni 2000, farebbe fatica a riconoscere in essa lo stesso paese. Correrebbe subito il rischio di essere borseggiato, derubato della macchina o peggio, perché non avrebbe mai imparato a vivere nella paura perpetua. Non saprebbe che non deve recarsi in certe zone della città, che la sua macchina deve non solo essere chiusa a chiave, ma anche dotata di allarme, che la sera non deve azzardarsi ad andare a dormire senza aver prima chiuso le finestre, sprangato le porte e azionato i sistemi d’allarme.


Se l’uomo portasse con sé la sua famiglia, è probabile che lui e sua moglie lascerebbero tranquillamente i bambini nella più vicina scuola pubblica. E se i bambini, tornati a casa nel pomeriggio, raccontassero di essere dovuti passare attraverso un metal detector per entrare nell’edificio, di aver ricevuto da un altro bambino una strana polverina bianca e di aver appreso che l’omosessualità è una cosa bella e normale, i genitori non riuscirebbero a capire.


In ufficio, l’uomo potrebbe accendersi una sigaretta, lasciarsi andare a qualche complimento verso la “signorina” e proclamarsi felice di notare che l’azienda offre posti di responsabilità a persone di colore. Una qualunque di queste azioni gli costerebbe un immediato rimprovero e tutte insieme potrebbero anche portarlo al licenziamento.


La moglie, recandosi in città a far compere, indosserebbe un bel vestito, un cappellino e magari dei guanti. Non riuscirebbe a capire perché la gente la fissa, sogghignando.


E se dopo cena la famiglia si sedesse e accendesse la TV, nessuno capirebbe come abbia fatto la pornografia di un sudicio chiosco per soli adulti ad entrare nell’apparecchio televisivo.


Se potesse, la nostra famiglia degli anni ’50 se ne tornerebbe negli anni ’50 il più in fretta possibile, con un’agghiacciante storia dell’orrore da raccontare. La storia parlerebbe di una nazione decaduta e degeneratasi ad un ritmo inverosimile, passando in meno di mezzo secolo dal gruppo delle nazioni più grandi della Terra a quello delle nazioni del Terzo Mondo, sopraffatta dal crimine, dal rumore, dalle droghe e dalla sporcizia. La caduta di Roma sarebbe una bazzecola al confronto.


Perché è accaduto?


Nell’arco degli ultimi cinquant’anni, l’Europa Occidentale è stata conquistata dallo stesso potere che aveva in precedenza sopraffatto la Russia, la Cina, la Germania e l’Italia. Questo potere è l’ideologia. Qui, come altrove, l’ideologia ha inflitto enormi danni alla cultura tradizionale, che essa vuole ovunque dominare, infrangere e spazzare via per la maggior parte. Al suo posto sono arrivate la paura e la rovina. La Russia impiegherà una generazione o anche più per risollevarsi dal Comunismo, sempre che ci riesca.


L’ideologia che ha sopraffatto l’europa Occidentale è più conosciuta col nome di “Politically Correct”. Alcuni pensano che sia uno scherzo. Ma non lo è. E’ una cosa mortalmente seria. Essa ha lo scopo di alterare virtualmente tutte le regole, formali e informali, che presiedono ai rapporti tra persone ed istituzioni. Essa mira a modificare i comportamenti, i pensieri, perfino le parole che utilizziamo. In gran parte lo ha già fatto. Qualunque persona o apparato che controlli il linguaggio, controlla anche il pensiero. Chi oserebbe usare il termine “signorina” oggi?”

 


Condividete le opinioni che avete letto qui sopra? Io, in linea di massima, sì. Se si esclude qualche sparata piuttosto gratuita sul comunismo e sui suoi effetti sulla società russa – forse dovuta a scarsa conoscenza del fenomeno da parte dell’autore o a una ricaduta nella stessa ideologia che egli si propone di contrastare – direi che, per la maggior parte, gli argomenti esposti sono sensati,  condivisibili, ispirati a comune e perfino elementare buon senso. Non lo credete anche voi? Molti hanno risposto di sì, vero?


Okay, le sentite le sirene? Stanno venendo a prenderci. Avete appena ammesso di condividere la folle ideologia di estrema destra di Andrew Berwick, alias Anders Behring Breivik, il cecchino paranoide che venerdì scorso ha massacrato un centinaio di ragazzi innocenti sull’isola di Utoya, in Norvegia. Se condividete la sua ideologia, è chiaro che anche voi, da un momento all’altro, potreste imbracciare una mitraglia e sterminare qualche decina di boyscout mentre intonano la “Canzone di Famiglia Felice” seduti intorno al fuoco. Le vostre idee sono pericolose e il pericolo che esse rappresentano va prevenuto. Pertanto, buon soggiorno nelle pubbliche strutture di prevenzione che il governo ha predisposto per voi. Se la prospettiva non vi piace, la soluzione è semplice: queste idee sono pericolose, contorte, partorite dalla mente di uno stragista psicotico. Evitate di condividerle e anche soltanto di prenderle come spunto di riflessione e tornerete ad essere dei sinceri democratici, pilastri del sentire comune. Tutto andrà per il meglio.


Il brano riportato è tratto, naturalmente, dal “Memorandum” che – a sentire i giornali e la TV – lo sparacchiatore di Oslo avrebbe affidato al web prima di partire per Utoya con la mitraglia a tracolla. Trattasi di un malloppone di 1518 pagine, denominato “2083: una dichiarazione d’indipendenza europea”, alla cui stesura Berwick/Breivik avrebbe dedicato nove anni della sua vita e che contiene la “summa” del suo pensiero politico, oltre ad un’infinità di indicazioni su come strutturare una ribellione armata, come costruire autobombe utilizzando fertilizzanti, una cronistoria dettagliata degli ordini cavallereschi europei e cose così. Chi volesse leggerlo, lo trova facilmente su internet in versione integrale.


Il documento è ovviamente una patacca. Ma una patacca molto ben realizzata. Secondo i giornali, la sua pubblicazione risalirebbe al 2009, ma già nella prima pagina si nota la data “2011”, il che significa che, come al solito, i giornalisti non hanno minimamente controllato le informazioni che ricevono dall’alto, prendendole per buone, pubblicandole senza verifica e arricchendole di cataste di chiacchiere senza costrutto sull’”odio” e sulla “violenza”, che piacciono tanto al pubblico. Il documento, nelle prime pagine, fa perfino riferimento a due video presenti in rete, il primo dei quali è stato cancellato da Youtube, mentre il secondo (QUESTO), ora anch’esso sparito, era ancora visibile su Veoh fino a stamattina. Il problema è che questo secondo video era stato postato... solo due giorni fa, cioè il 23 luglio. Qui sotto vedete l’immagine della copia cache che sono riuscito a recuperare, con la data di caricamento evidenziata. Traete da soli le vostre conclusioni e ipotizzate in quale momento il documento sia stato realmente messo online. Il che pone però anche il problema del "chi" lo abbia messo online.

 

cache

 

Il memorandum dello pseudo-Breivik è una silloge di tutti gli argomenti sulle meccaniche del potere e sulle strategie della propaganda che sono stati discussi nel corso degli anni su questo e altri blog. Si parla, a tratti in modo sensato, del ruolo svolto dal revisionismo storico nel fare luce sulla storia europea del dopoguerra, delle differenze tra revisionismo e “negazionismo”, delle teorie sul controllo delle masse messe a punto dalla Scuola di Francoforte, del controllo del pensiero attuato attraverso i curriculum scolastici, dello scempio della tradizione letteraria europea nato dal “politically correct”, del ruolo culturalmente devastante del femminismo, dell’ideologia multiculturalista d’accatto con cui s’impone all’Europa di privarsi delle proprie tradizioni e di molto altro ancora. Il punto è che tutti questi argomenti – che a mio avviso rappresentano la “punta di diamante” di una nuova linea di pensiero che è nata e si è diffusa soprattutto sul web – vengono disinvoltamente mescolate con deliri da crociato, xenofobia anti-islamica di bassa lega, appelli ad un’improbabile lotta armata, vagheggiamenti di un ritorno al cristianesimo combattente, sparate antimarxiste prive di ogni barlume di razionalità analitica ed infinite altre amenità di questo tenore. Il risultato è quello di screditare e rendere impraticabile ogni riflessione sul controllo delle menti attraverso la propaganda, sui meccanismi del potere, sulla falsificazione storica e devastazione culturale imposta all’Europa dai dominatori statunitensi. Una volta gettati questi argomenti nello stesso calderone in cui ribollono tonnellate di fuffa templare e di farneticazioni anticoraniche, essi risulteranno indigesti e inavvicinabili all’uomo della strada. Il quale, oltretutto, considererà che, se il prodotto politico di tali questioni è l’inutile e sanguinoso scempio di innocui campeggiatori perpetrato dal trattatista, evidentemente deve trattarsi di idee malate, malsane, degne di complottisti isolati dal mondo e spregiatori della civiltà.


Il che, immagino, è esattamente il risultato che l’anonimo think tank che ha stilato il documento, firmandolo col nome di Andrew Berwick, si proponeva di raggiungere.


Come scrivevo nell’articolo di un paio di giorni fa, una delle cose che più preoccupano gli americani è l’affermarsi in Europa di un pensiero “eurasiatico”, portato avanti trasversalmente tanto dai reduci della “destra” quanto della “sinistra” europea (quelli che i detrattori nostrani chiamano con disprezzo “rossobruni”). Tale linea di pensiero, che sta prendendo sempre più piede nelle ex nazioni europee, mira principalmente a creare una più stretta connessione politico/economico/strategica con la Russia, allo scopo di sbarazzarsi di 70 anni di asservimento militare e culturale agli USA e costruire quella naturale unità geostrategica tra Europa e Asia che rappresenterebbe il naturale portato tanto della complementarietà geografica tra i due continenti quanto della storica interdipendenza economica e culturale che ha caratterizzato le loro relazioni fino alle guerre mondiali. Uno degli scopi del malloppone partorito dallo pseudo-Breivik è di scongiurare tale eventualità, presentando le velleità di partenariato russo-europeo come deliri di pazzi criminali, vaneggiamenti da terroristi di estrema destra col proiettile in canna.


Ecco perché una parte consistente della dissertazione è dedicata alla denuncia dell’imperialismo americano e alla prospettiva di liberarsi di esso attraverso un asse eurasiatico. Leggiamo, ad esempio:


“La Federazione Europea del futuro non dovrà più essere connotata dalle forme sdolcinate e ingovernabili dell’attuale Unione Europea, che è una Medusa impotente, incapace di controllare i propri confini, dominata dalla smania per l’autodistruzione culturale e il libero commercio, assoggettata al dominio culturale americano. Dobbiamo immaginare una grande Europa monoculturale, fondata sulla cooperazione economica e culturale di nazioni indipendenti, che saranno, in larga parte, inseparabilmente legate alla Russia. Non avendo bisogno di essere aggressivo con i propri vicini, visto che sarebbe inattaccabile, un tale blocco diverrebbe la prima potenza mondiale (di un mondo partizionato in grandi blocchi), autoreferenziale, pan-nazionalista e avverso ai pericolosi dogmi oggi associati col globalismo/multiculturalismo. La nuova Federazione Europea sarà assai più isolazionista, con una politica di nazionalismo economico (protezionismo). Dovrà avere la capacità di praticare la “autarchia dei grandi spazi” (autosufficienza economica e indipendenza dai mercati esteri), i cui princìpi sono già stati elaborati dall’economista, vincitore di Premio Nobel, Maurice Allais. Il destino della penisola europea non può essere separato da quello della Russia continentale, sia per ragioni etnico-culturali che per ragioni geopolitiche. E’ assolutamente imperativo per la talassocrazia mercantile americana (supremazia navale, nel senso militare e commerciale della parola) impedire la nascita di una Federazione Europea culturalmente e ideologicamente sicura di sé.”


Parole mica tanto demenziali, vero?


Ma l’uomo della strada leggerà queste affermazioni ricollegandole istintivamente – grazie anche alle immancabili banalizzazioni e distorsioni che i media sapranno effondere – alla bestialità di un terrorista solitario, ai capelli biondi imbrattati di sangue di una giovane campeggiatrice norvegese, ai mucchi di cadaveri di ragazzini ammassati sulla spiaggia di Utoya. E il gioco è fatto. L’anti-imperialismo e l’aspirazione a liberarsi della schiavitù statunitense stringendo legami con le potenze asiatiche saranno bollati come vaneggiamenti eversivi da criminali potenziali, fonte di discredito sociale e possibilmente cagione di affidamento a progetti rieducativi. Roba da “nazisti”, insomma, che è il termine preferito da ogni moccioso adulto per sostituire il “brutto e cattivo” del lessico puerile senza dover studiare troppo.

 

Il documento redatto dallo pseudo-Breivik è in realtà un corposo trattato sulle paure americane, un compendio dettagliato delle idee che Washington crede possano ostacolare i suoi progetti geostrategici. Idee che devono dunque essere infangate e screditate, imbrattate con svastiche e croci templari, ridicolizzate dall’impasto con materiali di infima intellettualità e di popolaresca cialtroneria. Non so se ci siano voluti davvero nove anni per scriverlo, ma di certo esso è un prodotto propagandisticamente molto elaborato, la cui stesura ha richiesto senz’altro molto tempo e l’impegno di un think tank preparato ed attento alle tendenze culturali, nonché ai germogli di pensiero politico in corso di definizione sul web. Questo ci dà un indizio di quanto sia importante, per chi lo ha scritto, ostacolare e rendere inutilizzabili le nuove idee che vanno diffondendosi nell’Europa della crisi e della perdita delle sovranità nazionali. E’ un testo da studiare con attenzione, particolarmente da parte di chi ha già un’idea dei meccanismi della propaganda; non certo per recepirne ciò che di farneticante e neppure ciò che di condivisibile contiene, ma per avere un’idea precisa di quali siano i fantasmi che suscitano maggior spavento nei nostri dominatori. Si sarà ben capito che sono esattamente quelli che dobbiamo evocare.

Commenti

avatar Luca Dolfi
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Ma se "sono esattamente quelli che dobbiamo evocare" perchè, allora, non mondare le 1500 pagine? Rimuoviamo le farneticazioni posticce ed otterremo il nostro manifesto.
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avatar Gianluca Freda
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Il guaio è che non si possono estrapolare le farneticazioni posticce da un pastone del genere, così come dalla pasta sfoglia non si possono più estrapolare le uova. Esso va analizzato esclusivamente allo scopo di capire perché e con quali obiettivi è stato redatto. Sapendo che è stato redatto - lo dico a quei lettori di ComeDonChisciotte che, come giustamente dice il lettore Roland, non hanno capito un tubo - non da Breivik, ma da qualcuno che ha interesse a screditare una ben precisa tendenza del pensiero politico, ancora in germoglio.

(GF)
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avatar Roland
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Vedere i commenti al tuo articolo su Comedonchisciotte, fa cadere le braccia.
La maggior parte dei lettori non ha capito quello che ha letto (ammesso che lo abbia letto per intero).
E' ormai evidente che i concetti fruibili dal lettore medio devono volare rasoterra, esattamente come quelli che propone la propaganda del potere, altrimenti vengono fraintesi o più spesso non compresi affatto.
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avatar Gianluca Freda
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In effetti hai ragione, è sconsolante. Buona parte dei commenti su CdC sono di gente che straparla ancora di "nazisti", "fascisti", "comunisti", "imperialisti", "destra" e "sinistra".

Mamma mia.

Roba da far sembrare perfino i deliri dello pseudo-Breivik un trattato di Voltaire. Non credo che esista esemplificazione migliore degli effetti che la propaganda può produrre sulle menti delle farneticazioni di questi poveretti. I quali sono costretti ad agitarsi vita natural durante in una ragnatela di parole senza significato su cui i dominanti hanno impostato, fin dalla nascita, la loro percezione del mondo.

(GF)
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avatar PrinceW
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Ma non lo avete ancora capito che ComedeiCaghetti è il più grande sito di gate-keepers presente in Italia ? E' gestito da gate-keepers, che censurano le voci realmente scomode (Tao è il più grande censuratore di tutti), che ti minacciano con messaggi privati di smetterla di postare certe cose.

Fatevi un piacere, toglietevi ComedeiCaghetti dai links, e smettete di dar loro "traffico", perchè stanno sviando la controinformazione italiana verso le posizioni realmente importanti del NWO. I contentini su qualche inutile articolo riguardante l'11 Settembre sono solo mezzucci di poco conto per tirare nella loro rete gonzi e scemotti.
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avatar silvio
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Allora secondo quanto affermi farebbero censura anche quando postano gli articoli di freda!
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avatar Mondart
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Ebbene sì, secondo me ( parere personalissimo non necessariamente da sposare ) c'è una logica precisa anche in quello, e nella precisa selezione degli articoli pubblicati, pur provenienti dalla stessa penna ... infatti non viene ripreso indistintamente tutto ciò che Freda scrive.

E' la stessa logica per cui la versione ufficiale dell' attentato dell' 11/9 è tanto piena di evidenti grossolanità, la stessa ragione per cui se ne continua a dibattere a 10 anni di distanza col pubblico intervento di debunker ufficiali vs. complottisti, lo stesso motivo per cui se ne fanno paladini persone come Chiesa, peraltro operanti in ambiti politici e think-tank ben precisi e mondialisti ...

E' lo stesso motivo per cui si esasperano i concetti pseudo-ideologici di sionismo e revisionismo, lo stesso motivo per cui ogni carognata perpetrata dell' "Impero", lungi dall' esser tenuta nascosta, viene ormai pubblicizzata e propagandata come l' ultimo film in cartellone ...

E' lo stesso motivo, se vogliamo, dell' esistenza stessa di Internet: preparare il terreno, usarlo come battistrada per la direzione verso cui sarà incanalato il dissenso.

Ossia: sono tutte cose che verranno estremamente comode nella seconda e già prevista fase strategica dall' élite globalista, quando TUTTE le "macchine strategiche" che l' hanno portata al potere incontrastato verranno fatte cadere, in modo da eliminare qualsiasi "ascensore" tra la base e il vertice, ed impedire ogni futuro potenziale ribaltamento. Non solo, ma la "sovranazionalità" verso cui si aspira ( polo occidentale ) deve essere "desiderata ed auspicata" dalla popolazione stessa ...

Il metodo per ottenere ciò sarà semplicemente quello di giustificarla demonizzando proprio l' America e Israele, ( puntando il dito come al solito sui governi, sulle amministrazioni che hanno permesso tali incivili atti di barbarie ), e proporre la soluzione già pronta: il Nuovo Ordine Occidentale ( andrei piano a chiamarlo mondiale ).
Per eliminare gli stati nazione si accamperà esattamente la scusa che in tal modo non potrà mai più succedere che un singolo stato possa arrivare a prevaricare tanto arbitrariamente e orribilmente gli altri ...

E' la stessa canzone che abbiamo già sentito a proposito dell' Euro e dell' Europa Unita, la stessa storiella servita per legittimare organismi sovranazionali quali l' Onu e compagnia cantante.

Insomma, in una ipotetica "fase 2" lo spauracchio "Impero Usraeliano" sarà probabilmente usato dagli stessi "Mercanti Armati" che ora lo guidano per cancellare geograficamente tali stati, come la germania nazista fu usata per dividere l' Europa ( in modo che non assumesse un potere autonomo reale ) e pui unirla in questo modo peregrino, in modo da avere un grande territorio impotente e sottomesso.

Quindi saranno cavalcate e sfruttate anche tutte le opinioni di chi oggi, pur inserendo la sua analisi in un contesto più ampio, demonizza l' America, Israele, ecc ... la massa a cui saranno finalmente svelati i complotti non farà distinzione tra il significato "geografico" e il significato "élite egemone" del termine, scambiando come sempre fischi per fiaschi e giustificando a pieno titolo la successiva mossa dell' élite medesima ( che ricordiamolo è sovranazionale, esattamente come gli attuali organismi che realmente controllano la UE, i cui stati vengono mantenuti solo ad essere gabbie di schiavitù dei rispettivi popoli, e i governi usati solo quali vassalli di volontà senza nome ).

Il sito citato, come altri nel web, mostra un orientamento ben preciso sia nella scelta degli articoli, che dei commenti, che del tipo di "dibattito" (???) che viene incoraggiato ...

Suggerirei comunque a Freda di usare prossimamente, ad indicare l' élite egemone, termini linguistici che si distinguano nettamente da un' identificazione nazionale e geografica, in quanto tale ambiguità sarà adottata quale boomerang.

Ed ora, mirate al petto ...

Mondart
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avatar silvio
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Oltre a postare articoli di opinionisti come Giulietto Chiesa cdc fa addirittura peggio pubblicando articoli del giornale online o del manifesto.
Io non ci vedo malafede in questo mi dispiace anzi penso che il dibattito che si crea nei commenti si renda molto più interessante cmq lungi da me mettermi a fare il difensore solamente che la penso in maniera differente Saluti!
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avatar PrinceW
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Visto che Tao e Truman amano così tanto censurare le opinioni a loro sgradite, e minacciare tramite messaggi privati gli autori di tali opinioni, non credi comunque che lo slogan che campeggia nella homepage di ComedeiCaghetti --"Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire"-- vada quanto meno rimosso ?

Perchè l'idiota Tao e l'imbecille Truman quando non concordano con qualche opinione, prima censurano e poi minacciano per via privata i commentatori "colpevoli" di aver detto quello che non dovevano dire... per non parlare dei ban "politici" dal sito, di gente bannata solo ed esclusivamente per le opinioni espresse.

Freda viene pubblicato solo ed esclusivamente per non sputtanarsi completamente, altrimenti la loro azione depistante diverrebbe troppo palese, per chi non ha le fette di saleme sugli occhi...
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avatar Roland
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Ti segnalo:
http://www.gilad.co.uk/writings/gilad-atzmon-was-the-massacre-in-norway-a-reaction-to-bds.html
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avatar Ema
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Caro Gianluca, sono il "nazista" di ieri. Vorrei chiederti questo: secondo te come mai questo possibile think tank che ha realizzato l'enorme malloppo ha reso così disponibile e raggiungibile un testo che potrebbero magari davvero suscitare negli "europei" (che strani animali) la voglia di riscattarsi e slegarsi dal controllo a stelle e strisce?
cioè, capisco il fatto che servisse un bel documentone da porre come base ideologica per le mosse del "pazzo", però così facendo, di fatto, certi fantasmi di cui loro hanno paura vengono resi estremamente evocabili da noi altri.
L'unico pensiero al riguardo che mi viene è questo, ed è estremamente complottistico: vogliono che davvero si crei un tentativo di liberarsi dagli Usa per poi agire con mano dura e una volta per tutte?
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avatar Gianluca Freda
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Il fatto è che il risultato della pubblicazione non sarà quello di invogliare gli europei a liberarsi degli USA. Il risultato sarà quello di spingere gli europei (almeno gli europei pecoroni, che sono la stragrande maggioranza) a pensare che chiunque desideri liberarsi degli USA sia un pazzo massacratore come Breivik. E siccome le rivoluzioni le hanno sempre fatte le minoranze (elite) e non le maggioranze, credo si stia preparando il terreno per agire contro le minoranze politiche europee non allineate al pensiero unico. Le quali minoranze sono rappresentate soprattutto, mi spiace dirlo, delle destre, visto che le sinistre europee si sono vendute al nemico ormai moltissimo tempo fa.

(GF)
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avatar Ema
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Buona risposta. In effetti, anche per chi non è di destra, guardando la Storia europea recente, che personalmente studio con passione, viene da ammirare figure come De Gaulle che per lo meno ha provato, in mezzo a contraddizioni, certo, a voler scalfire il dominio angloamericano, ormai divenuto israeloamericano.
In effetti, come dici giustamente tu, molti europei potrebbero temere, ora, che se venisse loro la folle idea di voler sviluppare un'Europa indipendente verrebbero tacciati di estremismo di destra, macchiato di massoneria e fondamentalismo religioso. E nessuno vuole esser visto come un Breivik 2, 3, 4, n...
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avatar Ste
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Bisogna vedere quanto siamo pecoroni: se lo siamo troppo, c'è il rischio che l'indignazione comune si fermi all'anti-islamismo (del resto i giornali parlano più di quello che non delle sue idee pericolose per l'america) e che il clamore di questo attentato gli si ritorca contro. E non sarebbe nemmeno la prima volta di quest'anno: ti ricordi dell'attentato nella cattedrale copta, la cui reazione è stata quella di far finire i copti a proteggere i musulmani durante la preghiera durante la rivolta egiziana?

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avatar remake
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C’è una definizione esatta per la ideologia di riferimento del matto !

Si chiama NAZI/SIONISMO

La sua,del matto, è soltanto l’epressione radicale ed estrema nonche delirante di un sistema politico che molto più democraticamente e sbdolamente stà tentando di saldare alcune frange estremiste delle ex destre europee al sionismo internazionale e trasnazionale.
Per avere una idea precisa di questa stategia politica è sufficente vedere i tentatvi,finora falliti soprattutto grazie a puntuali ed efficaci boicottaggi ed eclatanti casi mediatici,
di saldare la destra di ALEMANNO alla lobby ebraica e sionista di PACIFICI A ROMA .

Le simpatie sioniste del matto di Oslo sono ormai conosciute e ampiamente documentate sul web nonche avvalorate dal silenzio stampa che avvolge questo specifico aspetto del problema .
Quella del matto con simpatie nazi/sioniste è ovviamnte una degenerazione di qualunque ideologia oltre che del prorpio essere ma la sua prende spunto da quel molto piu vasto movimento politico islamofobo e sionista facente riferimento al nazionalista (ebreo ?)xenofobo olandese Gert Wilders a cui fanno riferimento le lobby transnazionali sioniste per giustificare la islamofobia e sostenere quindi la legittimità della occupazione della Palestina da parte d israele.
http://www.informazionecorretta.it/main.php?d=115&sez=120&id=40553

La fusione tra lobby ebraica sionista e la ex destra di ALEMMANO è avvenuta finora solo a livello di vertice ma le rispettive basi popolari rimangono ancora distinte e distanti.

La lobby sionista nelle università rapprrsenta il principale strumento culturale per contaminare ideologicamente e culturalmente le nuove generazioni a questa solo da poco svelata amalgama di ideologie nazionaliste a sfondo esoterico religiso e che solo da pochi anni si sta rivelando all'occhio dell'opinione pubblica europea e mondiale .Purtroppo abbiamo preso coscienza dell'esistenza di questa nuova ideologia soltanto attraverso la sua manifestazione piu degenerata,estremista e delirante.MA almeno ne abbiamo preso coscienza!mediaI
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avatar david
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e ti dirò di più. Gli ebrei hanno pure il naso adunco!!!!
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avatar webrasta
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Avrei voluto anch'io esprimere un parere sui commenti al precedente articolo del prof. ma Roland mi ha preceduto...
A quanto pare le "evidenze" di oggi hanno tenuto lontano i cretini che fino a ieri sproloquiavano su nazismo, tecniche di controllo mentale fallimentari, e folli vari.
Certo, sarebbe un bellissimo atto di umiltà e di onestà intellettuale se almeno uno dei "cretini" oggi commentasse con un bel "scusi, prof. Freda, mi sbagliavo e lei mi ha insegnato qualcosa. grazie".

webrasta
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avatar D.
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Grazie per il riassunto. Non mi ero degnata di leggere il pappone e neppure i riassunti proposti dai mass media. E' pura frottola, ricordo molto bene il video delirante di quel coreano che spuntò su Youtube 2 giorni dopo il massacro.
Quanto al resto, non vedo molta differenza tra la vita che conduciamo noi e nostro figlio rispetto agli anni '50, scuola compresa.
E qualcuno mi chiama ancora "signorina", con mio grande compiacimento, visto che ho suonato già i 40 anni.
Sarà che non viviamo in USA, grazie al cielo.
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avatar D.
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Aggiungo che a quanto pare anche Breivik, proprio come il coreano, aveva una sorella trasferita negli States:

Poi verso i 19 anni Anders cambia. Tornato da un viaggio negli Stati Uniti per rivedere la sorella era irriconoscibile, un’altra persona. Si sottopose a una plastica facciale.

E poi dice che uno pensa male...
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avatar Rinaldo
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Grande senso di déjà-vu... dopo il “manifesto” di Joe Stack (feb 2010), quello di Cho Seong-hui (mag 2007) etc, si sentiva un disperato bisogno di un “insane manifesto”, per così dire, nostrano.
Per un contributo sulla tesi MK-Ultra in casi come questo, ecco un link a un video di Michael Tsarion, realizzato nel 2009:
http://www.youtube.com/watch?v=Sgo31IigFjw

P.S. Scioccante poi quello che scrive il ghostwriter di 'sto manifesto: “Se un uomo degli anni ’50 venisse improvvisamente proiettato nell’Europa Occidentale degli anni 2000, farebbe fatica a riconoscere in essa lo stesso paese.”

Lo aveva già detto, e in modo meno logorroico, L. P. Hartley: “Il passato è un paese straniero”.
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avatar Mondart
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Il concetto-base così ben individuato ed espresso da Freda è valido indipendentemente dalla effettiva convalida di ogni cavillo, di ogni ipotesi collaterale ( elementi che entrano appunto come "scenografia", scenografia che può anche differire da teatro a teatro, ma che ricalca pur sempre il medesimo stile, ed indica la medesima mano in regia ).

Senza contare il fatto che, mettendo in piedi operazioni di così vasta portata mediatica, i mercanti fanno molto bene i loro conti ( come hanno dimostrato di saper fare in 11/9 e successive false-flag ), e faranno in modo che OGNI singolo elemento giochi a loro favore nel particolare contesto: se io posso costruire un film, non introduco mai figure gratuite, ma anche il maggiordomo, anche la più piccola comparsa avrà un preciso ruolo di contrappeso nella vicenda.

Qui la parte devastante sulla massa si ottiene proprio dipingendo la comparsa a tinte contradditorie, in un variopinto pastone demonizzante che riunisce tutte le potenziali forze ideologiche "antipatiche" ai mercanti: il "terrorista", in una sorta di oligofrenia, è al tempo stesso massone e fondamentalista ( qualsiasi cosa significhi ) cristiano, ( ma la massoneria non auspica una divinità astratta e unificante ? ), antiislamico, nazista, invasato ma sottile pensatore ed analista ... e pazzo, of course.

Un personaggio da fumetto, costruito apposta ad incarnare dei "tipi caratteriali" a tutto tondo, ottimi per dividere di pancia la massa a schierarsi in sterili discussioni ed opposte fazioni.

Freda fa un discorso semplice ed appetibile come un panino al formaggio: poi c'è sempre chi gli contesta di non metterci il prosciutto, o la maionese.
Così il commentatore "di sinistra" tenderà a leggere la sua interpretazione come "di destra", e viceversa ... e poco serve l' icona di "rossobruno", che anzichè mettere tutti d' accordo finisce con lo scontentare tutti.
Ovvero: chi interpreta il fatto si macchierà giocoforza dello stesso "peccato" investito sulla comparsa: mettere tutti in disaccordo.
Proprio perchè la comparsa è una massa indistinta e inverosimile di caratterialità multiple.

Questo è esattamente il desiderata della propaganda rivolta alla massa ( quella rivolta all' élite l'ha interpretata Freda alla perfezione) ... e così si prendono due piccioni con una fava.

i commentatori che insistono a vedere il reale attraverso le stesse etichette ( ormai anche piuttosto obsolete, n' est-ce pas ? ) inventate proprio dai mercanti-massoni non fa altro che favorire il loro gioco.
( Perchè il pavimento delle logge rappresenta una scacchiera in bianco e nero ? )

Mondart
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avatar Ema
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Signor Mondart, mi complimento per il tuo commento, è molto ben strutturato. Mi interessa però a questo punto fare il passo successivo, perché almeno "noi" che abbiamo apprezzato questo paio di scritti di Freda sulla Norvegia dobbiamo certo allontanarci dalle sterili discussioni di cui giustamente hai accennato, che sono comunque sempre pronte a partire. Cosa potremmo fare, a questi punti? Perché a qualcosa dovremmo arrivare, se si crede di non essere rimasti impantanati nelle trame costruite ad arte da chi ha organizzato il tutto, no?
Saluti, E.
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avatar Mondart
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TEORICAMENTE ( e utopisticamente ) parlando, basterebbe questo.
Se tutti avessero davvero compreso il giochetto dei "mercanti" ( preferisco chiamare così l' élite occidentale al potere ), gioco che, pur moltiplicandosi a specchio in tutti gli aspetti dello scibile e della vita pratica, non fa che ricalcare lo stesso furbesco schema di base, il gioco stesso semplicemente non attecchirebbe più.
Un gioco che consta sempre di un SEMPLICE IMBROGLIO camuffato ed artatamente complicato ad arte proprio per celare la vista della sua essenziale semplicità ( e questo lo vediamo applicato in economia, politica, informazione, ideologia, pseudo-scienza, filosofia e pensiero costruiti ad hoc, organizzazione di vita, organizzazione sociale ... sempre lo stesso semplice schema truffaldino montato con gli stessi accorgimenti di un banale "mercante in fiera" ).

PRATICAMENTE: ( si parla ovviamente in via sempre teorica ) non resterebbe forse altro da fare che organizzarsi in modo opposto e analogo ( il che implica la segretezza, la demistificazione dei veri fini, il ricorso alla propaganda per ottenere empaticamente il consenso, il compromesso con qualche potere reale d' opposizione ...
La via diretta è perdente, e la massa non ha materialmente i mezzi per organizzarsi ...
Ossia, ci troveremmo in sintesi a ripetere quanto gli stessi mercanti hanno fatto inizialmente e poi continuato a fare ... il che, come giustamente sottolinea Freda, è esattamente la cosa temuta in questa fase, ossia che si presenti sulla scena una qualche possibile élite d' opposizione ).

Personalmente son propenso a credere che, poprio per l' atavica ingordigia tipica dei mercanti, ben presto si presenteranno delle scissioni ( se già non ci sono ) all' interno della stessa élite occidentale che ora sembra agire ancora in modo monolitico ... e forse proprio per questo viene fatto riferimento anche alla "massoneria" tra le icone demonizzate con cui si dipinge l' attentatore ... una massoneria "fondamentalista" ( toh, ciàpa, adesso lo uso anch' io questo aggettivo ) che potrebbe opporsi a quella "eretica" attuale ...

In fondo io sono convinto ( ma è una mia personalissima opinione ) che non solo ben presto gli interessi del gruppo cominceranno a stridere proprio dall' interno, spaccando l' unità stessa del gruppo egemone, ma che sia forse rimasto in seno a persone anche di potere un minimo di buon senso.

Dante, Fibonacci, Leonardo, Antelami, Bach, pur essendo i primi intellettuali costituentisi per forza di cose in associazioni segreta massoniche, si rigirerebbero nella tomba sapendo come il loro credo e sapere sia stato usurpato e strumentalizzato dai "mercanti nel tempio", impossessandosi ed invertendo quelli che probabilmente erano gli ideali che inizialmente accomunavano i primi gruppi segreti ...

Ora, supponiamo di essere davvero un' élite che vuole opporsi a quella attuale ... che fatica sarebbe costruire tutto daccapo ... non sarebbe forse più agevole cercare appoggio e alleanze proprio in seno a quegli stessi "organismi" che hanno favorito l' ascesa di questi truffatori ? Non andremmo forse prima a cercare possibili "dissidenti" proprio all' interno delle "macchine" dell' attuale potere ?

Questo penso, ha una qualche probabilità di verificarsi; e proprio questo probabilmente è, come dice Freda, "quello che essi temono".
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avatar Mercuzio
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Prova... prova...
vediamo un po' se questa volta il messaggio passa
sì perchè questi filtri di cui parli, Freda, si comportano in maniera bizzarra
a scomparire sono tutti i commenti critici
mentre passano quelli favorevoli e quelli innoqui
stranissimo...
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avatar Gianluca Freda
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Eh, sarà perché le critiche mi fanno tanta tanta paura e quindi le censuro tutte...

Sant'Iddio del Cielo©, ma perché tutti hanno iniziato a scrivere "innocuo" con la "q"???

(GF)
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avatar Paxtibi
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Vorrei solo far notare che alcune parti del documento sono ricopiate (e non citate) – in almeno un caso parola per parola – dal manifesto di Unabomber. Si riciclano pure il materiale.
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avatar Gianluca Freda
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Grazie Pax, riporto qui sotto la traduzione della notizia col link:



Il sospetto attentatore norvegese ha copiato parti del "manifesto" di Unabomber


I passaggi copiati da Anders Behring Breivik appaiono nelle prime pagine del "manifesto" di Kaczynski. Breivik ha modificato una frase di Kaczynski sulla sinistra e su ciò che egli considerava essere il "senso d'inferiorità" dei militanti di sinistra, sostituendo le parole "multiculturalismo" o "marxismo culturale" a "sinistra".

Ad esempio, Kaczynski scriveva: "Una delle più diffuse manifestazioni di follia del nostro mondo è la sinistra, pertanto una discussione sulla psicologia della sinistra può servire da introduzione alla discussione sui problemi della società moderna in generale."

Il manifesto di Breivik recita: "Una delle più diffuse manifestazioni di follia del nostro mondo è il multiculturalismo, pertanto una discussione sulla psicologia dei multiculturalisti può servire da introduzione alla discussione sui problemi dell'Europa Occidentale in generale."

Breivik non ha citato Kaczynski, sebbene lo abbia fatto per molte altre persone le cui citazioni ha utilizzato nel suo "manifesto" di 1500 pagine.

Almeno un passaggio è stato ricopiato parola per parola: "Le femministe sono disperatamente ansiose di dimostrare che le donne sono forti e capaci quanto gli uomini. Chiaramente, sono attanagliate dalla paura che le donne possano NON essere forti e capaci quanto gli uomini."
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avatar Mondart
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ICONE E SIMBOLI

Ne approfitto ancora per ribadire ai commentatori che si incaponiscono nel cercare "IL" senso unico e giusto di interpretazione di tali fatti, che icone e simboli sono per antonomasia il regno dell' ambiguità e della condensazione: la stessa icona può rappresentare una cosa come il suo opposto, e SEMPRE una "sommatoria" di vari significati diversi, ma MAI un solo, unico significato !

Questo ce lo mostra nella massima evidenza il sogno manifesto, ma anche l' arte figurativa e il linguaggio poetico ...
Incaponirsi dunque a voler cercare "LA SOLA" giusta inquadratura di fatti e persone è già erroneo ( in quanto rispondono sempre ad un caleidoscopio di motivazioni ), e diabolico se applicato ad una ICONA appositamente costruita quale appunto è la figura dell' attentatore.
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avatar Fedor79
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Questo articolo è talmente vero che basta vedere cosa è capitato a Borghezio per averne una conferma.
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Ultimo aggiornamento Sabato 20 Agosto 2011 18:48
 

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