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Il bosco di betulle, metafora dell'odierno giornalismo italiano
dal blog di Andrea Carancini
Il bosco di betulle: è il titolo di un famoso film polacco del 1970[1], ma può essere anche una metafora dei giornalisti italiani odierni impiegati nei grandi media – giornalisti e media più che mai embedded – impiegati, e a libro paga di qualche servizio.
Il caso più clamoroso è quello di Renato Farina, ex vice-direttore di Libero, passato alla storia come l’”agente Betulla” del SISMI.
In realtà, il pasticcione Farina, ripetutamente sbertucciato da Marco Travaglio[2], faceva meno danno di tanti altri: quelli che non solo sono più scaltri di lui ma che lavorano per servizi stranieri, a cominciare dalle agenzie americane.
Chissà quanti ce ne sono, al “Corriere”, a “Repubblica” e…al “Fatto Quotidiano”!
Si dirà che le mie sono solo illazioni. Non esattamente: esiste infatti la categoria del “legittimo sospetto”, tanto cara al detto Travaglio e ai suoi colleghi.
Si ha il diritto di usarla, quando si leggono – o si sentono – cronache, soprattutto quando è in gioco la politica estera, che sembrano cablogrammi dell’ambasciata americana!
Travaglio ha poco da ironizzare dal pulpito di un giornale come il suo, che degli “house organ” del partito americano in Italia è senz’altro il più subdolo, avendo come target lettori "opinionati" e tendenzialmente di sinistra.
Il ruolo dei giornalisti, nella guerra psicologica permanente condotta contro il popolo italiano, è finora il meno indagato, rispetto a quello esercitato dai politici e dai militari[3], ma è essenziale: ecco, invito a leggere la metafora iniziale di questo post alla luce di quanto scrivevano a suo tempo, sul ruolo della Cia in Italia, Fulvio Bellini e Alessandro Previdi nel loro L’Assassinio di Enrico Mattei (SELENE EDIZIONI, Milano 2005, nota 12 a p. 228):
“Per motivi facilmente intuibili è difficile, per non dire impossibile, farsi un quadro preciso e particolareggiato della CIA in Italia, del suo peso e delle sue ramificazioni. Per averne un'idea, sia pure soltanto indicativa, non resta che procedere per analogie, prendendo in esame la situazione della CIA in quei Paesi appartenenti alla NATO dove le vicende interne di questi ultimi tempi hanno permesso di fare luce sul mondo sotterraneo dei servizi segreti. La Grecia offre, al riguardo, utili indicazioni.
“Nel luglio del 1969, Andreas Papandreu, che per le sue passate attività di governo era a conoscenza dei segreti di Stato, concesse un'esplosiva intervista al L'Espresso (n. 30, 1969) sul ruolo giocato dalla CIA nel colpo di Stato dei colonnelli. Secondo il leader in esilio dell'Unione di centro, il numero degli agenti della CIA in Grecia non è mai stato inferiore alle mille unità: «Quando ero al governo scoprii che in Grecia non vi erano meno di mille o forse duemila agenti della CIA; oggi saranno tre o quattro volte di più". Lo stesso colonnello Papadopulos, capo della Giunta militare, si preparò al colpo di Stato dirigendo l'ufficio di controspionaggio greco, il Deuxième Bureau, che era al soldo diretto dell'agenzia spionistica americana.
“Ecco, testuali, le parole di Andreas Papandreu: «La goccia che fece traboccare il vaso fu il nostro tentativo di riportare il Deuxième Bureau greco sotto il controllo del governo, mentre fino a quel momento era stato alle dipendenze della CIA, che lo finanziava e pagava perfino gli stipendi agli ufficiali. Da quel momento Washington qualificò, evidentemente, mio padre e quelli che gli erano vicini come dei pericolosi sovversivi e la macchina del complotto che doveva estrometterci dal potere si mise in moto».
FINE DELLA CITAZIONE.
“Tre o quattro volte di più”, rispetto a 2.000 agenti Cia, nella Grecia del 1969 equivalgono a 6.000-8.000. La prima edizione del libro in questione è del 1970: da allora, la situazione, sia in Grecia che in Italia, non può che essere peggiorata.
I risultati, sia in Grecia che in Italia, sono sotto gli occhi di tutti.
[1] http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=2561&film=IL-BOSCO-DI-BETULLE
[2] http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/farina-del-sacco-di-travaglio-lex-agente-betulla-ama-il-rischio-e-si-consegna-28192.htm#Scene_1
[3] Politici e militari su cui da tempo scrive da par suo, ultimamente anche su questo blog, Vincenzo Vinciguerra.
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Commenti
Parto da una considerazione a margine.
Scrive Andrea ” Il ruolo dei giornalisti, nella guerra psicologica permanente condotta contro il popolo italiano, è finora il meno indagato , rispetto a quello esercitato dai politici e dai militari… ”
Vorrei aggiungere una categoria che più che il meno indagato è un convitato di pietra: la magistratura… ovvero i giardinieri e boscaioli che devono controllare il bosco di betulle.
Ma loro chi li controlla ? Chi controlla che loro stiano veramente controllando a difesa del popolo italiano o non stiano, invece, agendo per partito preso ? (il loro potere è o non è il potere del padreterno… ricorda De Andrè “cosa vuol dire aver un metro e mezzo di statura…” ?)
Per farla breve, la Costituzione non ha previsioni in merito. Se un politico è individuato ed indagato è anche (se non sempre) per partito preso (quindi si ritorna alla magistratura).
Un politico lo vorrebbe ma non può essere giudicato da un suo pari, il parlamento (insorgerebbero subito i magistrati ) ma un magistrato chi lo giudica ? il CSM ? e il CSM non è un suo pari ? Se i politici (così per rimanere in pari tra poteri dello stato) potessero giudicare i giudici per dovere verso il popolo Italiano probabilmente ci troveremmo con una buona metà a spasso.
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La guerra psicologica contro il popolo italiano è sottilissima e il giornalismo è quello che, a servizio, ha determinato la fortuna di casi depistanti e l’affossamento di fatti di rilevanza nazionale (esempio la rinuncia della sovranità nazionale) e giustamente chiude Andrea i risultati, sia in Grecia che in Italia, sono sotto gli occhi di tutti .
Il caso betulla risale al 2006 mentre Travaglio iniziava con Annozero, gli altri media, il Web (una sorte di spartiacque che Wikipedia pone tra il solo giornalista cartaceo e il giornalista a 360 gradi).
Da allora è ben cresciuto. Ma non solo lui…perché è cresciuto un nuovo è più sofisticato modo di creare l’informazione e il consenso…(almeno per il web ciò è sicuro per l’”arretrata” Italia).
Il ruolo dell’informazione è web, video, cartaceo ed è molto più intricato di quando era cartaceo, video e cd radio libere.
Una volta era più semplice. Una vignetta di Andrea pazienza diceva “papà è vero che gli elefanti volano ? dove l’hai letta sta cazzata ? Sull’Unità. Bhe si niente de che 30/40 cm al massimo (vedi http://www.caffeeuropa.it/attualita03/155settanta-paz.html non è l’immagine ma almeno il ricordo).
Cosa dice: dice che c’era una fiducia nei lettori dell’Unità che quel giornale non dicesse palle (lo stesso anche per gli altri giornali). Dice pure che uno sapeva che quel giornale era libero gli altri erano al guinzaglio.
Oggi quella fiducia si è assottigliata e siccome è sentimento comune che l’informazione televisiva è addomesticata chi può, e ha voglia, cerca altrove.
Ma si deve mettere in conto che queste dinamiche erano prevedibili e che pertanto nella guerra psicologica permanente condotta contro il popolo italiano si siano portati avanti.
Parafrasando Tre o quattro volte di più”, rispetto a 2.000 agenti Cia, nella Grecia del 1969 equivalgono a 6.000-8.000.. [/b] dal caso di una betulla ora giustamente siamo (ma a scanso di equivoci dico “potremmo essere ” ) al bosco di betulle e non sempre è facile riconoscere chi è al guinzaglio perché con la velocità delle informazioni chi è al guinzaglio lungo potresti averlo sotto i tuoi occhi e non vederlo (a volte mai)…
...e può capitare che oggi alla domanda [i]papà è vero che gli elefanti volano ? dove hai letto sta cazzata ? sul sito ……. si possa sentire dire Ah bhe sì niente de che tre o quattro metri al massimo “.
Scusatemi se sono stato prolisso.
E di questo dovremo ricordarci come "popolo" ,caso mai poi non la perdessimo questa guerra ( ci credo poco ), per evitare di dover risopportare di nuovo questa presentusa merda riciclatasi "alla ferrara" come i famosi "gufini"
Carancini ha scritto che il loro ruolo…è finora il meno indagato .
Carancini ha scritto anche che il pasticcione Farina … faceva meno danno di tanti altri…e chissà quanti ce ne sono (nda di meno pasticcioni e più sofisticati e subdoli) al “Corriere”, a “Repubblica” e…al “Fatto Quotidiano” !
Come le spie in Grecia erano 2000 e nel 1970 tre o quattro volte di più una betulla (di un ambiente il meno indagato) fa pensare, per paragone, ad un bosco di betulle.
Non si ha prove ma il “legittimo sospetto” nessuno lo può impedire.
Quello che è capitato in Grecia e in Italia non è imputabile solo a qualche betulla sparsa, o agli opinionisti di destra e centro senza il contributo degli opinionisti della cd sinistra o della cd alternativa.
L’informazione serve a creare opinione. Ora per chiunque è tempo sprecato dare un tipo di informazione a chi ha già una opinione ben solida e orientata.
L’informazione, e le betulle, si rivolgono a chi l’opinione non c’è l’ha e deve formarsela o a quelli che non sono del tutto formati e orientati e, oltre questi, c’è il target lettori "opinionati" e tendenzialmente di sinistra… ed è qui che infiltrano ( o piantano) le betulle… (poi come c’è l’analfabetismo di ritorno sperano anche nel “ conformismo “ di ritorno).
O forse si può immaginare che per seminare idee di destra (che sono le idee del potere dominante) infiltrano opinionisti di destra nei circoli tendenzialmente di destra ?
Farazdaq82 lo ha spiegato con un esempio diretto e ha scritto: mi guardano basiti… appunto, chi lo guarda basito sono i suoi amici tendenzialmente di sinistra.
Ora allarga il raggio d’azione dell’informazione e vedrai che (correggendo qui che l’Unità anche quando sbagliava diceva il vero perché era di sinistra) nel tempo dell’iperbole gli elefanti negli ambienti dell’informazione di sinistra e/o alternativa possono a volte volare anche di tre o quattro metri al massimo “ senza che nessuno se ne accorga…
E valuta che gli amici di Farazdaq82 “ Sono NOI ” e che questa è una guerra senza fine.
Buon Natale.
A proposito, ho riletto in queste ore il post su Kleeves e penso che è quanto di meglio su quel fatto (alla cui luce forse va letto l'analogo "suicidio" di Gianluca Casseri):
http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7464
(GF)