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COSA SI CELA DIETRO LA TAV PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Freda   
Giovedì 01 Marzo 2012 18:27

 

 

TAV, TRENO AD ALTA VELOCITA’ ATLANTICA

di Filippo Bovo

dal sito StatoPotenza

 

 

Il Movimento No TAV, attivo almeno fin dai tempi della grande manifestazione a Sant’Ambrogio di Torino del 2 marzo 1995, ha più di una buona ragione per contestare la realizzazione della grande opera ferroviaria che dovrebbe attraversare la Val di Susa collegando Torino a Lione, all’interno di un più esteso colegamento da Lisbona a Kiev. Troppo lunghi e costosi sarebbero ad esempio i lavori del cantiere, tali da sottrarre al paese risorse preziose che certamente risulterebbero meglio investite nell’ammodernamento delle linee esistenti (a cominciare dalla linea Torino – Lione che attraversa il Traforo del Frejus e che ad oggi viene utilizzata non oltre il 30% delle sue capacità: per il trasporto merci, quindi, la TAV si presenterebbe come un costoso ed inutile doppione).

Ingenti sarebbero anche i danni all’ambiente, con gravi effetti sulle condizioni idrogeologiche della valle come del resto è già avvenuto con i lavori per l’alta velocità nel Mugello, dove interi paesi sono rimasti senz’acqua a causa del disseccamento delle falde.


Non mancherebbero poi preoccupazioni su problemi di salute pubblica legati ad una serie di minerali presenti nelle montagne circostanti (principalmente amianto ed uranio) le cui scorie e la cui radioattività, a causa dei forti venti che caratterizzano la Val di Susa, potrebbero raggiungere persino la periferia di Torino. Infine una linea come la TAV favorirebbe, nell’ottica del mercato comunitario, l’esportazione di capitale produttivo verso le aree più povere dell’Unione Europea e l’importazione di merci a basso costo dalle medesime, assecondando così la deindustrializzazione e la delocalizzazione di imprese del nostro Paese verso l’Europa orientale e, di conseguenza, anche la compressione dei salari dei nostri lavoratori.


Ma queste ragioni, tutte condivisibili e difficilmente obiettabili, sono soltanto quelle più note ed ufficiali: ve ne è anche un’altra, al cui proposito l’opinione pubblica viene tenuta accortamente all’oscuro e di cui ci ccuperemo in questo articolo. La TAV, esattamente come la ferrovia Berlino – Baghdad dell’inizio del secolo scorso (la cui funzione era quella di favorire la penetrazione militare ed economica della Germania guglielmina nei Balcani e nel Medio Oriente di cui già all’epoca s’era scoperto il potenziale petrolifero), risponde a ben precise logiche geopolitiche e geostrategiche. Attraversando Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Ungheria ed Ucraina, favorirebbe il collegamento e la saldatura fra Europa occidentale ed orientale, consentendo così la penetrazione della NATO nello spazio post sovietico.


Non è certo un mistero che Kiev rappresenti solo il terminale momentaneo di questa enorme infrastruttura per la quale già si teorizzano ulteriori prolungamenti verso la Crimea, il Caucaso e la Russia meridionale. Guardacaso proprio le aree su cui l’azione di destabilizzazione e penetrazione militare e d’intelligence da parte degli Stati Uniti, attraverso la leva costituita dall’Alleanza Atlantica, è andata intensificandosi a partire dall’ultimo decennio. Gli Stati Uniti ad oggi mantengono più di 100.000 uomini nel Vecchio Continente allo scopo di assicurarvi il proprio controllo e soprattutto per poterlo utilizzare come piattaforma da cui partire alla conquista degli spazi circostanti, in primo luogo l’Africa ed il Medio Oriente (per i quali, non a caso, nel 2008 è stato istituito il comando tattico-operativo AFRICOM) e gli Stati dell’Europa orientale un tempo alleati dell’URSS (Polonia, ex Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria) o addirittura parte di essa (Lituania, Estonia, Lettonia, Ucraina, Georgia ed Azerbaigian). E’ un processo d’allargamento che si basa sull’inserimento di questi Stati nel dispositivo politico e militare della NATO, con relativa installazione nel loro territorio di nuove basi militari americane. Per tale ragione il numero di militari americani in Europa salirà, mentre parte di loro verranno sempre più spostati ad Est e a Sud, verso la nuova frontiera.


Com’è ben noto, una delle principali ossessioni dei vertici militari e degli strateghi statunitensi è costituita dalla logistica. Se guardiamo alla storia militare degli Stati Uniti d’America, c’accorgeremo che molti loro successi e del pari molti loro rovesci hanno spesso avuto più di una ragione in difficoltà nel gestire la logistica o nelle debolezze intrinseche a quest’ultima: pensiamo, per esempio, alle guerre di Corea e del Vietnam. In questa loro corsa ad Est e a Sud, quindi, per gli americani è vitale dotarsi di una logistica caratterizzata dai massimi livelli d’efficienza e di velocità: le basi militari che rappresenteranno i centri della colonizzazione delle nuove aree europee ed extraeuropee, di conseguenza, dovranno essere collegate tra loro da “linee ad alta velocità”. A livello italiano la TAV collegherebbe tra loro l’aeroporto nucleare di Ghedi, il comando NATO del Garda e di Verona (altro snodo cruciale non soltanto fra Europa orientale ed occidentale, ma soprattutto tra Europa continentale e mediterranea, ovvero corridoio preferenziale di collegamento tra il fronte meridionale e la Germania, il paese dove la NATO e le forze americane sono presenti in modo più massiccio), Camp Ederle di Vicenza, passando oltretutto in prossimità delle basi di Istrana e di Aviano, superbase nucleare collegata al Corridoio 5 attraverso un suo collegamento apposito. Ecco che allora il Corridoio 5, la linea su cui andrebbe a correre la TAV, permetterebbe un rapido movimento e trasporto di truppe e materiali militari da Lisbona a Kiev e viceversa, verso mete ancora più lontane.


In Italia, solitamente, la mobilitazione popolare basta a bloccare o quantomeno interrompere la realizzazione di tutte quelle “Grandi Opere” a torto o ragione giudicate come discutibili, vuoi per ragioni economiche o ambientali: è stato così col Ponte di Messina, col MOSE e persino col progetto berlusconiano di ritorno al nucleare. Ma non è stato così con l’alta velocità, né in Mugello (una linea ad alta velocità che colleghi il Nord al Sud del Paese, sempre militarmente parlando, risulta oltremodo strategica ed indispensabile alla NATO, che ottiene così la possibilità di collegare Vicenza, Aviano, Verona e la Germania alle basi militari come Livorno e ai comandi NATO quali Napoli e Taranto, dotati di “giurisdizione” per l’intero Mediterraneo) né in Val di Susa, e men che meno per la costruzione della base di Vicenza “Dal Molin”. In questi casi, infatti, non sono in gioco i nostri interessi (l’interesse nazionale, al quale si può anche rinunciare) ma quelli dei nostri “padroni”. Padroni che intendono portare a casa determinati risultati, costi quel che costi: se noi italiani vogliamo rinunciare al MOSE, sono affari nostri; vorrà dire che per fronteggiare l’acqua alta a Venezia c’inventeremo qualcos’altro. Ma che non ci venga in mente di dire di no all’alta velocità: quella serve a Washington e Bruxelles, e di farla saltare proprio non se ne parla. Come italiani, siamo liberissimi di far affondare Venezia, ma non i piani d’espansione coloniale dei nostri padroni d’oltre Oceano.

Commenti

avatar GianlvcArkan
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Finalmente ti rifai vivo...
L'articolo mi sembra alquanto demagogico. Viene offerta una chiave di lettura molto "fantasiosa"...direi anche un pò "forzata". Ne aspetto uno scritto di Tuo pugno!
Ciao Gianluca
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avatar Fedor79
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Se una cosa la vuole l'Europa bisogna farla,
Non vorrete mica restare indietro?
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avatar Sdan
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Io penso invece che l’articolo sia molto interessante.
Evidenzia come le istituzioni nazionali e sovranazionali europee siano totalmente sottoposte alle strategie statunitensi.
Naturalmente si può sempre pensare che sia un ‘caso’ che il percorso della nuova linea ferroviaria intercetti svariate basi militari e sia funzionale ad una strategia di allargamento a nord e a sud. Ma, come sappiamo bene, in caso non esiste..

PS Ciao Gianluca, bentornato..
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avatar Mario72
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Alessandro Colombo definisce “credibile” l’ipotesi geopolitica sulla TAV

http://www.statopotenza.eu/2777/il-prof-alessandro-colombo-definisce-credibile-l-ipotesi-geopolitica-sulla-tav
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avatar LacoonteCassandra
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prova
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avatar LacoonteCassandra
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È un po’ che volevo scrivere a commento… per dire che l’articolo “ TAV o NO TAV” tocca due temi: sovranità territoriale - militare; sovranità economica – monetaria.

Non è avvenuto un po’ per motivi miei, un po’ per vedere cosa succedeva.

1) Cosa leggo.
L’articolo è preso da Stato e Potenza (Filippo Bovo è altro) .
Leggendo chi sono si legge che….
Stato e Potenza è per tornare al nucleare, quanto prima possibile
La considerazione è che “il popolo Italiano” non è andato al mare, come consigliava B. & C, ma è andato a votare un bel NO al ritorno al Nucleare. Questa simpatia per il nucleare non è del popolo.

Stato e potenza è per Avviare nuove reti di viabilità ferroviaria ad alta velocità….. cosa che stride con quanto scrive Filippo Bovo e coi NO TAV. Non trova in accordo tutti quelli che pensano che il modello sia da cambiare, che la crescita (e la velocità) perpetua è suicidio. Quelli che pensano al km zero e alla qualità della vita, per il lavoro non per la fatica e lo sfruttamento… quelli di lavorare lentamente v. http://www.youtube.com/watch?v=0Bcp4mFyNQ4
Anche l’informazione è ad alta velocità per portare o per provocare confusione, per essere consumata e sostituita da una notizia più fresca, poco importa il valore.
Blogghete è, invece, lento (forse anche troppo, ma fa digerire ciò che si legge) ed è un merito tra tanta velocità.

Per altre cose l’analisi di Stato e Potenza è… condivisibile.
Preme dire che Loro sono un “partito” che utilizza la rete e hanno la dignità di scrivere il programma… ( si può essere d’accordo o no).
Atri blog e siti non sono partito, utilizzano la rete e non hanno la necessità (o l’obbligo morale) di dire chi sono realmente.


2) come leggo
L’articolo di Filippo Bovo l’ho visto anche su CdC e vieni vien zio sam (la traduzione di ByebyeUnclesam).
Non si legge solo l’articolo, si leggono anche i commenti (lo scrive pure GF).
Per i commenti, che ho letto fin dal dagli inizi di marzo, condivido : “alla faccia di chi ha umiliato l’articolo di Filippo Bovo ” come scritto al link postato da Mario72. Anche su blogghete !

Fedor79 scrive “se una cosa la vuole l’Europa bisogna farla. Non vorrete mica restare indietro ? ”. Bene, è una opinione che non condivido, come pure fatto da Sdan.
Ma poi ho pensato che non basta, che leggo non solo gli articoli e la loro coerenza.
Blogghete ha trattato il tema della sovranità nazionale per il caso di Orban “ L’anticristo di Capodanno “ http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=906:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47.
Fedor79 scrisse un commento ( OT) elogiando Orban anti gay… per motivi legati al suo profondo cattolicesimo….che indeboliscono il tessuto sociale formato dalla famiglia, primo nucleo di ogni società veramente civile, che vuole avere qualcosa da lasciare ai propri figli. E fa benissimo….
Contestare tale passo è costato che il tal, o la tal, Ema ha smesso di scrivere commenti….

Io invece constato quanto segue: le istituzioni europee rivolgevano accuse a Orban di illiberalità… verso i Gay (e fedor79 era d’accordo con l’illiberalità di Orban); per l’Europa Orban era un leader con deriva fascista se non si sottometteva alle liberali e tolleranti istituzioni europee (i gay etc erano la scusa il vero movente era la politica economica dell’Ungheria).
Quindi, se la TAV và fatta perché lo vuole l’Europa anche le libertà per i gay le voleva l’Europa.
Perché fedor79 non si schierò con l’Europa contro Orban come qui fa contro i NO TAV ?

GianlvcArkan scrive “L'articolo mi sembra alquanto demagogico. Viene offerta una chiave di lettura molto "fantasiosa"...direi anche un pò "forzata". Ne aspetto uno scritto di Tuo pugno !”
Io avrei voluto chiedere: “ma dove si vede tutta questa demagogia, tutta questa forzatura ? ”.
Volevo vedere cosa succedeva perché GF, a cui si appella, aveva scritto a proposito della citata sovranità Ungherese (v. il link di sopra) e quell’art. a GianlvcArkan parve cosa sublima, “tra i pochissimi a dare un senso alla parola "informazione ".
Forse discutere della sovranità Ungherese è buona cosa mentre discutere della non sovranità italidiota è demagogia e fantasia se non lo fa GF ?
Leggo, dunque, se c’è coerenza o no.


3) a che serve leggere.
È Orban che (demagogo o no) legge le ansie e le paure del popolo ungherese, e quindi la sua politica è espressione di volontà popolare, o è Orban ad aver plasmato il popolo ?
Quindi al popolo italiano manca un bau bau o è il popolo che non ha ansie, non ha paure e se si affida a Monti e Napolitano è perché essi rappresentano bene l’amorfità italidiota ?

Domando pure: in Ungheria è avvenuto tutto in un attimo o non è stato un processo lungo (sia che Orban plasmasse il popolo, sia che il popolo si plasmasse prima di plasmare Orban ) ?

Ho scritto di sovranità: economica mercantilista perché scrive Bovo che la TAV consentirà l’ingresso delle merci pregiate dal nord e l’uscita delle merci straccione dall’Italia etc.
Vero però è che tale obbiettivo sarebbe raggiunto anche ammodernando la tratta esistente…che lavora al 30% delle sue possibilità.
Vero è anche che il modello della produzione infinita è destinato a finire…e che lo stato di crisi non farà muovere nei prossimi decenni più merci di quanto riesce a muovere oggi…o ieri ( e si torna sempre al punto che l’attuale tratta potrebbe essere incrementata di un altro 70%).

E’ plausibile lo scopo militare, non tanto perché qualche altro progetto faraonico è stato abbandonato mentre la TAV no.
È plausibile per i motivi detti sopra… Ma non che il resto diventa meno plausibile.
La realtà è che tutti gli elementi sono veri ( anche i più biechi e di pura speculazione).
Chi vuole la TAV è legittimato rispetto a chi non vuole la TAV ?

4) che resta dopo la lettura.
I valligiani NO TAV è da anni che sono mobilitati ed hanno sviluppato una serie di ragioni, che ben sintetizza Bovo.
Le loro ragioni non perdono di valore, e l’opzione militare per spiegare la TAV ben si aggiunge. Ma il problema è: serve (sempre che diventi di massa, anche solo tra i Valligiani) ?
O piuttosto non serve far vincere le ragioni già esistenti (forti e radicate, ma da espandere) sapendo che se vincono queste ragioni si sconfigge anche il fine militare ?

Monti e Napolitano hanno detto, con una sola voce, come i bravi di manzoniana memoria, “ questa TAV s’adda fare “. Personalmente ho anche visto in televisione che si vuole dare visibilità a valligiani pro tav contro la dittatura dei valligiani NO TAV (se è stato solo un tentativo mediatico di creare tale scontro, se è in gestazione…non lo so. Mi ha ricordato istintivamente la Libia).

Hanno sempre fatto credere che NO TAV è uguale all’egoismo di “non nel mio giardino”.
NO TAV, NO INCENERITORE; no stoccaggio scorie nucleari….ogni no è un problema del proprietario del giardino… La nazione divisa in giardini non empatizza coi suoi simili e prospera il divide et impera e l’asservimento militare, economico finanziario, strategico.

Senza più alcun pudore Monti e Napolitano dcono a questi Italiani “non rompete…voi e i vostri diritti…”. Andrea Pazienza disegnò il Commissario Pompò che bene rappresenta a tutti chi è Monti e chi Napolitano, chi… ovvero quelli che dicono decido io, giudico io, arresto io .

Il reato su cui il Commissario Pompò decide, giudica e arresta è, cari signori, “ turbe alla privata concezione di piacevole “… e quelli NO TAV turbano troppo, e non a comando.

Ci vuole tanto a far uscire la materia oltre il giardino… http://www.youtube.com/watch?v=dmb3CghqNgs
Far capire che Totò aveva il suo Caporale
http://www.youtube.com/watch?v=rIWTxmzOp_Y
e noi tutti (singoli o comunità) abbiamo anche il nostro Commissario Pompò ?

Come se ne esce ? (sempre che se ne voglia uscire).
Si chiama programmazione…senza un programma, senza un piano quinquennale, quadriennale e anche triennale (come anche per l’economia) non hai futuro, neanche la speranza di un futuro.
Programmazione di cose semplici, di facile (meglio se immediata) comprensione…
Il Commissario Pompò è compreso e applicato dai governanti di sopra ma, per la sua semplicità, può essere compreso efficacemente anche dalla massaia di Voghera ( tu, GF, che lo hai ricevuto perché non lo posti ?)

Domanda finale : come è che le rivoluzioni colorate sono partite da blog e “social forum ” inventati lì per lì mentre qui i blog e siti “liberi ” non riescono a fare niente ?
Solo un problema di soldi o un problema di controllo (o etero controllo) e programmazione ?

Saluti.
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avatar LacoonteCassandra
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Purtroppo in rete non ho trovato l’immagine del Commissario Pompò che ne evidenziasse la semplicità. E, purtroppo, se non ti aiuti da te nessuno ti aiuta.

Tuttavia, chi era quello che diceva l’ Etat c’est moi ( ovvero decido io, giudico io, arresto io ) : il Commissario Pompò ?
Ah no, era il Re Sole ( o Re Giorgio !!! ???) … èd è un fatto già risaputo… http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_XIV_di_Francia
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