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LA VOCE DELLO SGUATTERO PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Freda   
Venerdì 24 Giugno 2016 15:25

 

 

Non ho voglia di fare sempre tutto io.

Parto dal presupposto che “Repubblica” sia uno dei tanti organi di propaganda del continente aventi come precipua finalità quella di far pervenire agli ambienti sub-dominanti europei gli umori, i voleri e gli eventuali “avvertimenti” dei dominanti statunitensi; e che abbia altresì la funzione (secondaria, ma non per questo gestita con minore attenzione) di forgiare l’orientamento dell’opinione pubblica in funzione dei desideri del padrone.

Esercizio: partendo da questo assunto e tenendo eventualmente in considerazione quanto da me scritto nello scorso articolo riguardo alle pratiche “magiche” utilizzate dai mezzi di disinformazione, osservate i seguenti titoli tratti dalla versione online di “Repubblica” e determinate:

1) Qual è il sentimento prevalente dei dominanti statunitensi riguardo ai risultati del referendum britannico;

2) Che tipo di pressioni pensano di esercitare da questo momento in poi sugli ambienti politici inglesi;

3) Quali strumenti contano di utilizzare per bloccare esiti deleteri per le loro strategie di dominio.

Prendetelo come un dossier finalizzato alla stesura di un "saggio breve", una delle prove che i miei studenti stanno sostenendo in questi giorni nell'ambito degli esami di stato.

(Consiglio di dedicare particolare attenzione all'ultima immagine, che contiene una scadenza precisa, quasi un "ultimatum").

Buon lavoro a tutti.

 

(cliccare su "Leggi tutto" per vedere il dossier)


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Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Luglio 2016 14:33
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PERCHE' LA LETTERATURA FA INCAZZARE PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Freda   
Mercoledì 08 Giugno 2016 21:19

“Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello. […] Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti”.

(Umberto Eco, Fenomenologia di Mike Bongiorno)

 

Negli Istituti Tecnici, l’evento più drammatico che possa capitare ad un insegnante di italiano all’inizio di un anno scolastico è vedersi assegnato ad una terza superiore. Finché si insegna nel biennio, se si sorvola sulle esuberanze degli allievi appena graziati dalle medie, tutto fila relativamente liscio. Si rifrigge un po’ di analisi logica e del periodo, già salmodiata in tutte le tonalità alle elementari e alle medie, si assegna qualche emozionante temino sulla droga, sulla fame nel mondo o sull’emancipazione-della-donna-nella-moderna-società-occidentale e ci si ritrova in un battibaleno a maggio, con un corpo studentesco equamente suddiviso tra secchioni e citrulli senza speranza, ma serafico e pago. Qual mormorio soave, si propaga nei cerebri studenteschi l’insana persuasione che l’italiano sia una materia “facile”: che basti analizzare il complemento di termine e la proposizione concessiva in un po’ di balbe frasette, innalzare qualche straziante melopea in puro inchiostro BIC al lavoro minorile dei miserandi negretti dell’Africa© (di quale nazione dell’Africa, esattamente, non si sa: gli allievi tendono a ridurre la specifità geografica a categoria kantiana) per vedere materializzarsi tra le dita, quale sacra Vibhuti, la sufficienza agognata. Dopo di che resta solo matematica da recuperare.


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Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Giugno 2016 06:57
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PER UNA TEORIA POLITICA DELLA MENTE PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Freda   
Giovedì 30 Giugno 2016 00:00

 

Osservate bene il filmato qui sopra. Si tratta del celebre “test della falsa credenza”, sviluppato negli anni ’70, che rappresenta, a mio avviso, una delle più importanti scoperte mai effettuate riguardo al funzionamento della mente umana, alla funzione del linguaggio e alla possibilità di dare una definizione a ciò che siamo soliti definire, in modo molto generico, “coscienza”.

 

Lo scopo del test è quello di accertare la capacità di un essere umano di rappresentarsi gli altri individui non come meri riflessi di se stesso, bensì in termini di stati mentali interni (come le convinzioni, le credenze, i valori, ecc.); vale a dire, la capacità di un individuo di riflettere sui propri meccanismi di pensiero e di distinguere tra le proprie credenze, basate sul possesso di dati di un certo tipo, e le credenze altrui, fondate sul possesso di dati diversi.

In parole non povere, ma misere: il test misura la capacità di un individuo di immaginare come pensano gli altri.

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Luglio 2016 14:32
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ROBESPIERRE: ANATOMIA DI UN FUNZIONARIO DELLA RIVOLUZIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Freda   
Giovedì 16 Giugno 2016 06:52

 

“Guerre e rivoluzioni, zar e Robespierre, sono agenti organici della storia, il suo lievito di fermentazione. Le rivoluzioni vengono create da uomini d’azione, fanatici unilaterali, geni dalla mente ristretta”

(Boris Pasternak, “Il dottor Zivago”)

 

Nel tetro cuore della notte di quel 10 Termidoro anno II, mentre una pioggia scrosciante iniziava a cadere su Parigi e le truppe di Barras marciavano contro l’Hôtel-de-Ville per catturare Maximilien de Robespierre e condurlo alla ghigliottina, l’Incorruttibile stava riluttantemente preparando, insieme al fratello Augustin, a Couthon, a Saint-Just e a Le Bas, un proclama rivolto all’esercito, perché appoggiasse un ormai improbabile assalto alla Convenzione. I gruppi giacobini radunati in place de Grève, dai quali Robespierre si aspettava appoggio, si erano liquefatti uno dopo l’altro. Alcuni avevano deciso, con apposita votazione, di sostenere l’Assemblea; altri si erano improvvisamente scoperti rispettosi della legge, ricordandosi che un decreto del 4 dicembre proibiva loro di prendere ordini dal Comune e li poneva alle dipendenze del Comitato di Sicurezza generale; altri ancora si erano lasciati convincere a ritirarsi dagli emissari inviati dalle sezioni, dopo la pubblicazione del Messaggio al popolo francese preparato da Bertrand Barère. Lo stesso Robespierre, mentre redigeva con la forza della disperazione proclami che nessuno avrebbe mai letto, era profondamente esitante: lui che aveva sempre affermato di governare nel pieno rispetto delle disposizioni della Convenzione, come poteva adesso chiedere ai giacobini e all’esercito di agire contro di essa?


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Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Luglio 2016 22:03
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VECCHI TRUCCHI PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Freda   
Martedì 21 Giugno 2016 19:18

 

Vorrei che dedicaste una certa attenzione all’immagine e ai titoli qui sopra, tratti dal sito di “Repubblica” di qualche giorno fa. Si tratta della perfetta esemplificazione di ciò che intendo quando parlo di “magia delle parole”. La magia, che gli antichi ben conoscevano (e che i moderni, ahimé, disconoscono, prestando ancora fede a dogmi illuministi ormai obsoleti), ridotta al suo nucleo essenziale, non è altro che questo: la capacità di manipolare i simboli – parole e immagini – per ottenere trasformazioni nella coscienza. E poiché, come anche la fisica e la biologia si sono ormai accorte da diversi decenni, la realtà materiale è qualcosa che possiede legami assai stretti con la coscienza, ogni trasformazione della coscienza equivale ad una trasformazione parziale o radicale della realtà.


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Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Giugno 2016 15:42
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